Dal 1985 al 2021 e le origini di gemini31

Qualche giorno fa, rivoltando casa per questioni varie, mi sono trovato tra le mani foto storiche dei bei tempi andati, delle mie origini su due ruote... Di quando al paesello si potevano ancora lasciare le chiavi della macchina attaccate al quandro, parcheggiare e andarsene senza neanche chiudere a chiave: nessuno avrebbe toccato niente. Dalle foto sono finito a vecchi file video di 10 anni fa, fatti con telecamera a nastro con risoluzione di 576px, al tempo il massimo disponibile. Ricordo ancora il software che usavo per il montaggio video: Pinnacle Studio. Cosi, in poco tempo, avevo un pò di materiale tra le mani, materiale che racconta anche le origini del sito gemini31. Ho pensato di raccogliere qui qualcosa che racconta il ritorno all'enduro. "Ritorno" perché quando andavo a scuola, senza pensieri e tanto tempo a disposizione, al paesello si andava sempre 'pe fratte e montarozzi' ogni singolo giorno, era la normalità. Vivendo l'estate in un posto di campagna, spesso era una necessità stare e saper guidare su terra. Crescendo mi sono allontanato dalla terra e scooterizzato fin troppo.

        

Prima sempre in bici, poi i primi cinquantini, purtroppo al tempo non si facevano milioni di foto e video ogni momento come oggi, non era fattibile. Ho raccolto le foto dei mezzi che ho usato di più in assoluto, ne manca qualcuno in realtà. Ho imparato ad andar su terra con con il tipico cinquantino stile fifty, si chiamava Gringo, assolutamente sconosciuto e anonimo in Italia, prodotto dalla Cimatti credo. Freno a disco anteriore, una forcella che pesava quanto due incudini, 4 marce e serbatoio nel telaio portante. La 4 marcia era consumata, ricordo che dovevo tenerla premuta con il piede per non farla uscire in corsa. Nelle foto qui sopra, si vede una carena che copre il motore, in origine non esisteva, quel motorino non aveva carena. A quel tempo la moda aveva creato nuovi cinquantini carenati e a me piaceva l'idea, così presi due fogli di alluminio che lavorai per crearla.

        

Infilavo quel cinquantino a fare off/enduro selvaggio in ogni dove, non so come non si sia mai spaccato in due. Ha retto, nonostante ad un certo punto, si formò una crepa nel serbatoio della benzina, che fungeva da telaio, da dove usciva la benzina... Non potevo più fare il pieno se volevo evitare di prendere fuoco. Ma lui niente, non si è spaccato mai. A far salti e impennate di continuo cercando di star dietro a chi invece aveva il cinquantino da enduro vero... Una fatica della madonna ma ero sempre lì dietro a loro. Siamo più o meno negli anni 1988.

        

Un giorno il Gringo non si è più messo in moto, a forza di tirare a morte il motore, le fasce del pistone hanno ceduto, pistone abbozzato di lato, rigato il cilindro e tutta la testa da rifare da capo. Conservo ancora il pistone originale (foto sotto al centro). Portato in rettifica, pistone e cilindro nuovi, rimontato il tutto mi è avanzata una rondella o rasamento... Non ho mai capito cosa fosse di preciso e dove dovesse andare... Di fatto il motore però andava. Si sentiva un battito inquietante ma non ha più dato problemi. Tirava forte ed ero riuscito a risolvere la problematica della quarta marcia.

        

Gli anni passavano, portato a Roma lo usavo sempre meno: solo per necessità e non più per divertimento. Intanto arrivarono in casa il primo SH50, poi il mitico Honda Vision e  ho cominciato a conoscre il mondo degli scooter, della praticità per andare in città. L'off-road era sempre più un ricordo, fino a quando arrivarono i primi incentivi statali. Llì fu la fine per il Gringo... Con estrema sofferenza finì rottamato. Siamo negli anni 1990.

    

Arrivò quindi l'Aprilia SR (foto sopra a destra): un vero missile. Al tempo sembrava fantascienza, una rivoluzione nel mondo degli scooter 50cc. Cominciai a seguire un pò la moda romana, non più quella di paese da enduro campagnolo ma quella del motore potente: uno stradista puro. Quindi l'SR passò da 50cc a 75cc, un incremento di prestazioni notevoli, mi pare da 7/8 cavalli a circa 14. Peccato che l'albero motore sotto rimase quello del 50cc, che bilanciava il peso di un pistone 50cc. Si faceva cosi al tempo nei box di casa :-) Si cambiava solo il pistone, un lavoro da cannibali.

        

Era diventato un vibratore, spaccava tutte le saldature e plastiche. Non poteva durare troppo. E infatti, un giorno, il cilindro ha ceduto. La gabbia a rulli sotto al pistone è esplosa, il pistone si è messo di traverso a tutto gas e addio motore... Di nuovo. Spaccato il basamento del cilindro, una crepa di 5cm (foto sopra). Per fortuna i carter sotto si salvarono, era possibile riparare il tutto per circa 300.000 lire del tempo. Una volta aperto il motore,  ho capito le conseguenze dello stress meccanico sopportato dall'albero motore: lo spinotto che univa le due parti dell'albero motore aveva i segni della fatica e della temperatura raggiunta... il materiale aveva cambiato colore (foto in alto a sinistra).

Questa volta studiai meglio come rifare il motore. Albero motore da competizione da 11.000 giri, pistone 75cc nuovo, carburatore originale. Aperto il motore ho sostituito e ripulito tutto. Stavolta si avevo fatto un capolavoro: vibrazioni assenti, risposta al gas istantanea, rapporti originali che risultavano corti per un 75cc. Cercava di impennare di solo gas nonostante il carburatore originale, e proprio questo cercavo, potenza in basso e non velocità... Tracce dell'endurista rimaste nel dna. Per qualche anno rimasi su questo SR 75cc fino a che Aprilia fece l'SR 125. Sperando di trovare la stessa buona riuscita dell'SR50 passai all'SR125. Una vaccata immonda!! Motore 125cc con freni del cinquantino, una roba oscena. Giusto il tempo di farci una vacanza in Sardegna con la donna e subito passai a un Leonardo 150. Siamo forse nel 1995 o 1998.

        

Il Leonardo 150 era perfetto: freni potenti, quasi eccessivi, lo intraversavi o mettevi su una ruota come un cinquantino. Passai qualche anno anche con questo scooter. Ormai ero scooterizzato fino all'osso, le due ruote erano un puro mezzo di spostamento di estrema comodità. Ci arrivai fino in Corsica, affidabile, mai un problema... Quando Aprilia era ancora Aprilia ed era competitiva sul serio. Mi capitò il primo incidente nel traffico, per fortuna niente di grave.

         

A questo punto volevo salire di cilindrata, viaggiare lungo e comodo. Passai ad un vero bisonte, aprilia atlantic 500. Uno scooter incompreso dall'Aprilia stessa secondo me. Brutto ma con tante potenzialità lasciate incompiute. Problemi cronici ben conosciuti che si possono trovare anche qui sul sito. Siamo negli anni 2005 più o meno, cominciavo ad avere in mente l'idea di un mio sito dedicato ai motori. Per questo ho documentato il lavoro della pompa dell'acqua al motore Piaggio, in previsione di una eventuale pubblicazione. Con la prima macchina fotografica digitale potevo fotografare senza fondo "a gratis", quindi archiviai le foto di tutto il lavoro. 

        

Arriviamo al 2008: il richiamo alla terra e all'enduro era diventato troppo forte. Trovai un Beta ALP 4.0 da affiancare all'Atlantic 500, per avere due mezzi. A scelta prendevo l'uno o l'altro. Manutenzione molto limitata, il motore non era spinto, un 350 con i suoi 3 litri di olio e intervalli di controllo ai classici 6000km. Dettaglio non da poco, dato che oggi il KTM richiede un tagliando completo ogni 20 ore, circa ogni 1000km, e porta un solo litro di olio. Erano altri tempi e altre idee, non volevo e non potevo ricominciare da un mezzo troppo spinto come un KTM. Purtroppo in breve la moto ha manifestato i suoi limiti. Il telaio sotto sella si spaccò due volte. Riprendevo confidenza con la terra molto rapidamente e la moto non era strutturata per sopportare il trattamento. 

      

In contemporanea facevo i primi esperimenti di montaggio video al computer. I mezzi allora erano quel che erano, oggi un cellulare crea video migliori di una telecamera da 1000 euro di quel tempo. Qui sotto il video fatto quando portai a casa il beta alp 4.0.

 

Pochi mesi dopo l'arrivo del Beta Alp,  nasce anche gemini31. Raccolgo materiale vario e foto messe da parte nel tempo e tiro su il primo esperimento di sito web tutto fatto in casa e con poca esperienza. La foto qui sotto non è proprio della nascita ma di qualche tempo dopo, le grafiche però erano queste all'inizio. Ho iniziato a vedere pochi utenti ma i contatori segnano velocemente che c'è traffico. Ho pensato che condividere quello che facevo poteva essere utile ad altri, poi iniziarono a contattarmi per chiedere informazioni e allora ho pensato che forse non era una brutta l'idea del sito. :-)  Siamo nel 2010.

Dopo qualche anno rottamo l'Atlantic 500 per un Honda SWT400: bicilindrico con motore nel telaio, con un vero forcellone dedicato alla ruota posteriore  e non il motore a fungere da forcellone. Un mondo diverso, quasi motociclistico. Ci viaggio un bel pò e lo sfrutto per bene. Entro a far parte di un forum dedicato a questo scooter. E' il periodo dei raduni, gruppi di 80 scooter in viaggio per varie mete turistiche. Bella esperienza, conosco in questo gruppo il Cerotto, amico con cui ancora oggi si cerca di andare a spasso a far chilometri, anche se gli impegni limitano sempre più le possibilità.

        

     

Il richiamo dell'enduro però non passa, anzi cresce. Va via anche il Beta Alp per far entrare in casa un KTM EXC 250 F, presente ancora oggi. Lo tengo come un oracolo! Il problema del Ktm era che non può essere usato su strada: uno spreco di ore motore e gomme. Portarlo per montagne diventava complicato da organizzare. Parte così la ricerca di un carrello portamoto, che trovo a pochi euro da restaurare. inizio cosi a fare giri sempre più impegnati, mi sfracello ogni tanto per terra sempre più acrobaticamente, torno a casa ogni tanto con un pò di bozzi ma mai niente di rotto.

        

La mia compagna si interessa all'enduro, e allora con un pò di sacrifici arriva in casa il Tricker 250, moto sconosciuta qui in Europa ma perfetta per le donne e chi è alle prime armi, o di statura piccola. Si va a fare scuola di enduro insieme, un bel periodo quello e lei impara in fretta e va come un treno. La preparo per intraprendere prima possibile un'uscita vera tra le montagne.

      

E dato che la fame vien mangiando, che fai... non provi l'off con le maxienduro? E no, non puoi non provare... Cosi va via anche l'Swt400 e arriva il Tènèrè XT 660 Z. Con lei ritrovo la simbiosi totale dei tempi del cinaquantino, il vecchio Gringo. Questa moto ha un'anima che ti parla. Usata tutti i giorni per casa-lavoro, per le sgarufate nelle piste intorno casa, per lunghi trasferimenti. 700km fatti in un giorno e off da esploratore. Portava le cicatrici delle mie cazzate. Raccontare l'esperienza fatta insieme sarebbe veramente lunga e difficile da far capire... Quel pezzo di ferro c'aveva un'anima dentro, tanto semplice tecnicamente, quanto efficace.

      

Arriva mia figlia e il KTM va a riposo per circa 7/8 anni, e il Tricker resta li a mia disposizione. Si rivelerà poi un backup miracoloso qualche anno più avanti. Siamo nel 2012 e le spese sono quello che sono. Rimango a far tutto con il Tènèrè, chilometri e chilometri fatti che non fanno altro che aumentare la simbiosi con quel pezzo di ferro. Arrivano poi tempi migliori, il Tènèrè porta ormai 85.000km e la razionalità prevale sul cuore... Il Tènèrè va via... La pagherò molto cara la cosa però... Almeno va ad un amico, ancora oggi posso vederla, sapere come sta e i km che ha. Ha passato i 100.000 km con un solo problema serio alla pompa della benzina. E siamo al 2018, con l'arrivo del GS 800.

        

Ritirata di notte, caricata sul carrello e portata a casa. Il gigante buono, fa finta di voler fare enduro ma preferisce il turismo. Poco dopo capirò di aver fatto un errore a lasciar andar via il Tènèrè, avrei dovuto invece vendere KTM e Tricker... Non ho avuto il coraggio di separarmi dal Ktm. Con il GS cerco di nuovo la simbiosi trovata con il Tènèrè che in realtà ancora non arriva come vorrei. Mi ci infogno in off impestato ma il peso si fa sentire nelle situazioni difficili. Quei 20/30kg in più rispetto al Tènèrè si fanno invadenti. E' più fragile strutturalmente, non si può usare il paramotore sotto per scavallare o come appoggio estremo, se non con il rischio di spaccare la coppa dell'olio. Qui sotto le foto della prima volta che l'ho portata in off, ancora con le gomme stradali... Se la cavava bene tutto sommato.

        

Cerco di lavorare sul GS per portarlo allo stesso livello del Tènèrè, mi accorgo però che non è detto sia possibile. Strutturalemente sono molto differenti, lo scarico ha un silenziatore che è grosso come uno scaldabagno, si abbozza... Infatti ne porta già i segni. Le sospensioni possono dare tanto ma mostrano facilmente i limiti. La forca non ha un minimo di regolazione, sopratutto su strada è un pò ostica e non vuole essere maltrattata. Cerco di cucirmela addosso il più possibile, lavoro su olio e molle originali e riesco a trovare più o meno i giusti compromessi... Fino a che... Una emerita testa di legno mi si carica frontalmente piegando cerchio, dischi e vari altri danni. 3 Mesi di fermo obbligato e quel Tricker, messo da parte anni prima, si rivela miracoloso come backup. Mi salva e torno su strada con quello in attesa che il GS sia riparato.

 

 

Conosco quindi i costi di riparazione di un BMW. Alla faccia del caciocavallo...!!! A questo punto comincio a ragionare diversamente. L'ansia di stare tra le montagne avendo in mente il concetto che il lunedi quel GS mi deve portare a lavoro. I costi elevati mi fanno riorganizzare le idee: abbassare il tiro nelle uscite in off con il GS e rimettere sotto torchio il KTM. Eccoci al 2021. Mi accorgo che aver passato più o meno gli ultimi 7/8 anni a fare off con pesi oltre i 200Kg, mi hanno portato ad avere una tecnica diciamo molto millimetrica e che con il Ktm ormai solo i muri verticali mi fermano, qualsiasi cosa passa sotto le ruote scorrevole come mai percepito prima.

        

Questa è la storia più o meno dal 1985, quando ho iniziato a dare gas su due ruote, passando per il 2010 anno in cui nasce il sito gemini31, circa un milione di accessi ad oggi. Tante idee per il futuro, magari potrebbe arrivare tra qualche anno una nuova moto.