Cambio cuscinetti sterzo su F 800 GS

BMW si fa pagare uno sproposito le sue moto che però non corrisponde poi alla qualità costruttiva sperata. A soli 33.000 km i cuscinetti di sterzo sono rovinati da rendere stressante la guida nel traffico. Stessa identica fine e chilometraggio del mio vecchio Tènèrè che però dal concessionario costava esattamente la metà di questa F 800. Ordino su web il kit di cuscinetti da sostituire e mi preparo alla battaglia per estrarre i vecchi cuscinetti dalle loro sedi.

        

Smonto la ruota davanti, e puntualmente dimentico di togliere il sensore abs che si rischia di danneggiare se resta al suo posto mentre si toglie la ruota. Via le pinze dei freni e per me c'è da smontare un cavo in più, quello del sensore velocità del cruscotto aggiuntivo. Altre sei viti per allentare il parafango e finalmente le forche e le piastre sono libere di uscire dal loro posto.

      

Il problema credo sia ben visibile dal video qui sotto, lo sterzo fa un vero e proprio scatto per tornare nella sua posizione determinata dal consumo dei cuscinetti. Questo problema aumenta anche lo sbacchettamento della moto in decelerazione tra i  60km/h e i 40km/h. La moto con il baule dietro, ha di suo ha una leggera tendenza allo sbacchettamento quasi impercettibile, con i cuscinetti in questo stato che generano quelle spinte che si vedono nel video, amplificano l'effetto e tolgono il piacere della guida.

Si smonta il manubrio per liberare la piastra sopra, che di conseguenza libera la piastra sotto che scende via senza troppi problemi. Alzando la piastra superiore, con mia sorpresa scopro che il cuscinetto in alto non ha un parapolvere.... cioè, nel lontano 2010 questa moto valeva al concessionario qualcosa intorno agli 11.000/12.000 euro, e non monta neanche un parapolvere li sotto.

      

Vabè... continuo il lavoro sperando di non trovare altri segreti a risparmio da parte di BMW. Il cuscinetto superiore vine via facilmente, è praticamente poggiato dentro la sua sede, tirando giu poi la piastra inferiore si scopre l'origine del problema. La sede del cuscinetto inferiore è arrugginita e secca (foto in basso a destra), è entrata dell'acqua, magari dalla parte superiore che non montava parapolvere, e il destino è segnato, pochi km di vita.

      

Adesso inizia la parte un pò più impegnativa, la rimozione delle sedi dei cuscinetti dal telaio della moto. Consiglio di usare una barra di ferro tonda che, avendo un profilo circolare, riesce ad incastrarsi meglio sul bordo dell'anello interno della sede del cuscinetto, su cui battere per estrarla. Le foto qui sotto credo che chiariscano molto bene cosa intendo, serve una mazzetta bella pesante da usare per martellare sulla parte avendo cura di dare un colpo alla volta, riposizionare il tondino sul lato opposto della circonferenza interna della sede, e proseguire cosi cambiando posizione ad ogni colpo fino a che salta fuori la parte.

      

      

Tolte le vecchie parti, c'è da riposizionare le nuove sedi. Per fare questo si deve necessariamente usare ancora la mazzetta per battere e spingere il pezzo fino in fondo. Si deve sempre usare un qualche materiale tra martello e cuscinetto per evitare di rovinare il pezzo ancora prima di montarlo. Ho usato un pezzo di legno a protezione fino a che era possibile. Poi per spingere la parte per gli ultimi due millimetri di corsa, ho usato la vecchia sede tolta precedentemente, usata a contrasto su cui battere e completare l'inserimento (foto in basso al centro e a destra indicate dalla freccia rossa)

      

      

Stesso identico lavoro per la parte inferiore del telaio della moto, si inserisce la nuova sede del cuscinetto, si batte sul legno per spingere la parte più possibile e poi lo stesso si usa la vecchia sede tolta precedentemente, come contrasto su cui battere per infilare fino in fondo il pezzo.

      

E adesso inizia la parte veramente difficile, o meglio, la cosa va un pò a fortuna. Si deve togliere il cuscinetto dalla piastra inferiore che in genere si cementa con il perno del cristo e tirarla via senza estrattore è un bel lavoro tosto da fare. Se si è fortunati, il pezzo viene via con una mezz'ora di lavoro, per il Tènèrè in mezz'ora riuscii a togliere il pezzo senza penare troppo, qui mi ci è voluta un ora buona di lavoro brutale non avendo l'estrattore. Nella piastra inferiore, sono previsti dei fori dove inserire una sorta di estrattore su cui battere per far saltare via il cuscinetto (foto qui sotto al centro e a destra), ma nel mio caso non è servito a niente, ci ho provato in tutti i modi ma non si è mosso di un solo millimetro.

      

Messo alle strette, sono dovuto passare alle maniere forti e all'inventiva. Ho provato poi con il calore riscaldando il cuscinetto ma lo stesso, niente da fare. Ho dovuto spaccare la parte esterna del cuscinetto per arrivare a lavorare quella interna in qualche modo per cercare di indebolirla. Ho usato il dremel cercando di allentarla e crearmi un qualche punto consistente su cui poter battere ma la lotta è stata veramente dura. Ha cominciato a spaccarsi pià tosto che cedere. Le foto qui sotto chiariscono le difficoltà che ho incontrato.

      

      

Alla fine sono riuscito a togliere il pezzo senza lasciare segni sul perno. Da questo momento in poi il lavoro è tutto in discesa. Ripulita la sede, messo il parapolvere in posizione, infilato da sopra il nuovo cuscinetto, c'è solo da spigerlo fino in fondo sul perno. Per fare questo ho usato la vecchia parte estratta a contrasto su cui battere. Ho sfruttato una chiave da 26 o 27, non ricordo bene, su cui battere con la mazzetta per distribuire i colpi il più possibile su tutta la superficie fino a che il parapolvere inferiore rimane fermo pressato dal nuovo cuscinetto. Un bello strato di grasso idrorepellente e questa parte è pronta per tornare al suo posto.

      

      

Per la parte alta la cosa è molto molto semplice. Basta poggiare il nuovo cuscinetto al suo posto, inserire questa volta un buon parapolvere! posizionare la chiusura in alluminio sopra e richiudere il tutto inserendo il perno da sotto e avvitando il dado superiore per completare il lavoro. Ultima finezza da fare è trovare il giusto serraggio di questo bullone, si dovrebbe prima serrare con una certa forza per poi allentarlo di nuovo, cercando il punto giusto punto di equilibrio che non crei difficoltà alla guida ma che non determini il battito sui cuscinetti se restano troppo lenti. Con una chiave dinamomentrica la cosa sarebbe molto più facile e precisa ma non è poi cosi indispensabile.

      


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