La Vecchia Ferrovia...

E finalmente ho potuto testare il Tènèrè in una uscita off, che in teoria doveva essre soft, poi però si è trasformato in un vero e proprio giro enduristico di un certo impegno. L'intenzione era quella di conoscere il tènèrè nel fuoristrada in maniera soft, un po’ per volta, e la giornata sembrava essere iniziata cosi come speravo. Conoscendo però i tipi che mi hanno accompagnato, immaginavo che facilmente ci si sarebbe infilati in un giro molto più impeganto… e cosi è stato.

  

 

  

  

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La vecchia ferrovia è un tracciato abbandonato dalle parti di Civitavecchia, nato da uno dei tanti sprechi di denaro pubblico e che è stato da tempo abbandonato a se stesso e alla rovina. A questo link trovate informazioni dettagliate sulla storia del progetto di questa ferrovia. Fortunatamente è possibile sfruttarlo in parte per un giro soft in moto, almeno fino a che non si incontrano i muri di sbarramento che richiedono non poco impegno per essere superati.

  

  

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Anche in questi passaggi tra i muri di sbarramento, che poco hanno a che fare con l'enduro, il Tènèrè ha mostrato uno dei suoi vantaggi rispetto ad altre ciccione ingombranti e poco snelle, faccio un nome a caso: GS! La cosa potrebbe sembrare scontata ma all'atto pratico passare in 5 secondi dove un GS ci mette almeno un minuto con l'aiuto esterno, una certa soddisfazione la da...

  

  

  

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In breve tempo si arriva all’ostacolo non oltrepassabile con moto da 200kg, il ponte. Da qui poi si e passati su altre tracce decisamente più enduristiche che ci hanno portato a scoprire panorami bellissimi e dove ho scoperto che il tènèrè viaggia tranquillissimo e difficilmente tradisce uscendo dalla traiettoria impostata. Salite piene di sassi su cui sale tranquilla e le sospensioni, accoppiate al peso di 200kg, lavorano tantissimo e perdonano anche sbagli di una certa sostanza.

  

  

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Mi è capitato in un paio di occasioni di vedere delle vere e proprie voragini all’ultimo momento dove, come unica soluzione possibile per poterle affrontare, era assecondare la moto, e “fidarsi” di lei fino in fondo. Che dire… Non mi ha tradito mai. Un affondo infinito della sospensione davanti che mantiene l’avantreno stabile e in traiettoria. Un po’ più nervosa la sospensione dietro dove in un passaggio mi sono sentito la sella sparata nel fondoschiena, un salto isterico della sola ruota posteriore ma nonostante questo la moto non ha mai perso la traiettoria. Questione di regolazione della molla e della pressione gomme.

  

  

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Ho potuto poi costatare di persona quello che ho sempre immaginato guardando il Tènèrè su come è stato costruito, e su certe accortezze per poter sopportare trattamenti al limite del selvaggio. Ho scoperto doti molto più in la di quello che potessi pensare. Sbattuta a terra più volte su erba, fango, e in un fiume tra le rocce non ha accusato la minima incertezza sul motore, e il ben che minimo graffio o cicatrice su qualsiasi parte della moto. Plastiche grigie comprese. Qui ci sono un centinaio di foto del giro fatto, buona visione.

  

  

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