Plastidip, anche l'occhio vuole la sua parte... forse!

Finalmente sono in vacanza, e la mia mente perversa decide che il Tènèrè si merita un bel restauro estetico dopo le molteplici soddisfazioni che, anche questa estate, ha saputo dare. Avendo già qualche esperienza nell'uso dei colori, fatte alcune valutazioni considerando che le superfici della moto sono plastiche (con relativi problemi di tenuta del colore, trattamento per rendere lisce le plastiche) ho deciso di sperimentare un sistema reversibile: usando i colori plastidip. Questi nuovi tipi di colore, permettono di rimuovere la colorazione fatta, tirandola via come fosse una pellicola. Nel mio caso ha fatto la differenza durante la lavorazione, quando il risultato ottenuto non era assolutamente accettabile. Ho potuto tirare via tutto il colore, e riportare a vista le plastiche originali.

Qui sotto in foto le bombolette arrivate da questo sito, e il disegno per il progetto finale nella foto ritoccata al pc per valutare il risultato finale da realizzare.

     

Dopo milioni di prove su pc per la realizzazione della colorazione... Tra il dire e il fare c'è di mezzo una marea di piccoli imprevisti, rogne, e valutazioni cambiate in corso d'opera... valutazioni errate dovute alla mia poca esperienza su questo nuovo tipo di materiale per colorare.

Per iniziare a fare delle prove ho scelto il parafango anteriore, una superficie facile da trattare per conoscere il comportamento della bomboletta. Appena iniziato ho visto che è un prodotto di assoluta qualità: getto sempre costante con una geometria ben precisa. Su YouTube, si trovano milioni di video che mostrano come usare il plastidip, e dopo averli studiati un pò, ho visto che la prima passata di colore va data leggera e diffusa e lasciata asciugare bene. E' la stesura più importante, che darà origine all'adesione del colore alla superficie plastica. Si continua poi con altre passate di colore fino ad ottenere la copertura totale del colore sottostante, e sopratutto un colore il più possibile omogeneo.

       

Sul parafango ho usato una mascheratura per lasciare visibile una parte del colore rosso e ho verificato una caratteristica importante del Plastidip nel caso di mascherature. Provo a spiegare in breve... questo tipo di colore, quando asciuga, diventa una pellicola e come tale acquista una certa resistenza strutturale. Quando la mascheratura viene tolta questa resistenza è un problema.

Normalmente ci si aspetta che il colore si separi in maniera precisa (quello che deve restare da quello che viene tolto dalla maschera) con il Plastidip non è cosi...! Quando il colore asciuga è una vera pellicola. Quando si toglie la maschera si genera un vero e proprio strappo tra il colore che resta e quello che viene via sulla maschera. Questo strappo genera un bordo del colore impreciso, frastagliato, che solo in condizioni fortunate può essere accettabile e ridotto al minimo possibile.

Qui sotto si vede il risultato finale, il dettaglio della superficie ottenuta dal colore e il taglio del colore tra il bianco e il rosso.

     

Ho studiato la situazione, gli errori fatti e cosa poteva essere accettabile e cosa no. Il Plastidip ha mostrato tutta la sua particolarità: permettendo di togliere il colore e tornare alla condizione originale quando non sono riuscito a ottenere un risultato decente.

       

Per esempio ho riportato alla luce la vite che ferma la parte rossa del parafango a quella bianca. Poi ho valutato che la stesura del colore, ottenuta sulla parte centrale della punta bianca originale, non era accettabile... Quindi l'ho tolta completamente per valutare poi la situazione.

Il plastidip perdona tantissimi errori di stesura del colore, veramente tanti (cosa che aiuterà i principianti della colorazione) ma non perdona l'eccesso di accumulo del colore. Se si crea una zona dove il colore si accumula troppo, quasi a formare la goccia, li dopo 30 secondi cominceranno a comparire tante bollicine. Non si formerà la goccia (perdonando l'errore fino ad un certo limite) ma si generano queste bollicine che rovinano tutto.

        

Ho deciso di smontare il parafango per cercare di migliorare la situazione.

Ho di nuovo mascherato la parte rossa, steso di nuovo uno strato di bianco, e testato anche la resa con gli adesivi.

        

Rimontato il parafango sulla moto, il risultato finale da una certa soddisfazione. L'idea iniziale era di ricoprire tutto il parafango, adesivi compresi, con il lucido Plastidip, pensando che la pellicola trasparente potesse proteggere il colore (e sopratutto gli adesivi) evitando che con il tempo si staccassero. Purtroppo al vernice lucida non si comporta come pensavo... Mentre il colore assume un certa consistenza plastica, il lucido al massimo diventa una leggera pellicola, (nonostante le numerose passate) e sopratutto, non fa presa sugli adesivi:  basta passare un dito sull'adesivo per tirare via la pellicola....

Nella foto qui sotto a destra nel cerchio rosso, si vede appena il segno della pellicola (di spessore infinitesimale) e della zona che si è facilmente scollata dall'adesivo.

    

Finito il parafango, sono passato alle plastiche dei fianchi della moto e (valutato che c'ho solo due polmoni e lavorare le vernici al chiuso del box non è saggio...!) ho portato tutto su casa per colorare all'aperto sul balcone. Ho colorato di nero le parti basse che, essendo già scure di loro, con una passata di colore il tono di nero ottenuto è gia soddisfacente. Ho preferito comunque passare altre due mani di nero per avere una consistenza maggiore del colore.

       

Nelle foto qui sotto in dettaglio una caratteristica di questi colori: essere molto gestibili e quindi perdonare gli errori di stesura che con i colori classici a base liquida, sarebbero un problema. Nella prima foto a sinistra, si può vedere una zona di nero più lucida rispetto al resto (errore dovuto ad un eccesso di colore) che normalmente potrebbe portare al formarsi della goccia o di una diversità visiva in superficie una volta asciugata. Il plastidip invece con il tempo si distende da solo (foto centrale), e il tono del colore si parifica lentamente ottenendo cosi una superficie ben colorata comunque, anche in presenza di errori banali.

       

Inizio con plastiche del serbatoio che voglio verniciare di bianco. Avendo una base scura, grigia scura, portarle al bianco puro è stata dura. Ho perso il conto delle passate di colore che ho dato... Diciamo che sono sicuramente più di 10 passate di colore. Questo anche perché ho visto che i graffi e le imperfezioni del tempo, migliorano ad ogni passata di colore. Nono spariscono i graffi, ma diventano più naturali e leggermente si nascondono (la texture del materiale sottostante rimane praticamente intatta).

       

       

       

Una volta rimontate, dopo la verniciatura, ho potuto avere un'idea più chiara del risultato finale che avevo in mente... E una motivazione in più per continuare. Considerando che, fino ad ora, ci sono voluti 3 giorni tra una cosa e l'altra. 

       

Sotto una visione comparata tra il punto in cui sono arrivato a verniciare e il disegno fatto inizialmente su pc. Come ho scritto all'inizio, ho dovuto riadattare un pò la cosa per alcuni problemi di risultato che non ritenevo all'altezza di quello che volevo raggiungere, troppe micro imperfezioni. Tenuto conto che, in questa fase del lavoro, una delle due bombolette bianche è finita per fare il parafango e i fianchi.

  

Sono passato quindi alle plastiche delle maniglie e mi si sono chiariti alcuni limiti della stesura del colore non sormontabili al momento. Ho deciso di rifare le maniglie nere, e il sotto bianco. Come si vede dalla foto qui sopra a destra, pensavo di realizzare una linea rossa nel bordo inferiore delle plastiche sotto la maniglia.

       

       

Mi sono avventurato in una nuova mascheratura, per realizzare il profilo rosso inferiore. Consapevole del problema del taglio del colore nel momento in cui si tira via la mascheratura, la soluzione è quella di togliere la mascheratura quando il colore è ancora umido (cioè quando non è ancora coeso a formare la pellicola). In questa condizione il taglio avviene preciso e netto. Piccolo problema però... se dopo aver tolto la mascheratura mi rendo conto di aver bisogno di un'altra passata di colore? Me la prendo nel secchio! La mascheratura è già tolta. Quindi è qui il problema principale nell'uso delle maschere, cioè essere decisi e sicuri nel riuscire a stendere il colore al primo colpo, e senza ripensamenti.

       

Valutato il risultato, ci sono stati dei problemi troppo evidenti. La mascheratura ha portato via piccole parti di bianco nelle zone dove si è depositato poco colore, quindi la pellicola del bianco era particolarmente fragile e ha ceduto al nastro adesivo di mascheratura. Così non va, l'effetto è veramente troppo approssimativo... ho tirato via tutto e ricominciato da capo decidendo di fare le parti solamente bianche, niente profili rossi.

       

Ripristinato il bianco sulla parte, ho rimontato il tutto apprezzando sempre di più l'idea del risultato finale sempre più soddisfacente. A questo punto sono passati circa 4 giorni di lavorazione.

     

Mi sono dedicato alla riga rossa sul forcellone dietro, un lavoro facile facile, e sopratutto un lavoro in cui si può usare la mascheratura con una certa sicurezza sul risultato finale. Qui ho potuto togliere la mascheratura a colore fresco, umido, ottenendo un taglio preciso e un tono di colore intenso e omogeneo.

       

Pensavo di essere quasi al traguardo, mi mancava solamente di fare le plastiche del cupolino e le quattro frecce.... Pensavo.... Ho incontrato altri problemi nell'uso dei colori (molto particolari in sé). Ho smontato le plastiche, già un delirio perché all'interno del fianchetti del cupolino ho nascosto una marea di parti elettriche tra centralina xenon, trasformatore xenon, centralina manopole riscaldate, cavi e connettori vari... un delirio da rimontare! Comunque, con le parti smontate ho steso il nero con circa tre passate, ottenendo facilmente un buon tono di colore omogeneo.

       

Ho rimontato i finachetti del cupolino e, nel momento di avvitare le viti che lo tengono fermo, la tragedia....!!!! La foto qui sotto a sinistra parla da sola... La rotazione delle viti ha catturato la pellicole del colore tirandola via e strappandola. Lavoro da rifare da zero ma ho finito il colore nero, quindi rifare tutto non se ne parla. Esperienze passate con i colori, mi hanno aiutato a trovare una soluzione decente e più duratura. Con un pezzo di cartoncino ho preso la sagoma dell'incavo della sede delle viti, poi l'ho usata come maschera per creare la forma sul nastro isolante nero.

       

Ho usato il cartoncino stesso per stenderci sopra il pezzo di nastro isolante nero (per tenerlo in sagoma e controllarne meglio la posizione durante l'inserimento nella sede delle viti). Il risultato ottenuto è, a mio parere, all'altezza e rende la parte più duratura visto come il Plastidip si è comportato a contatto con queste viti. Ma sopratutto non avevo più il colore nero per rifare da capo il lavoro. 

       

Dopo 5 giorni mi trovo al 90% del lavoro. Mancano ancora una serie di adesivi che mi devono arrivare. Visti i problemi avuti con la mascheratura, ho deciso anche di variare l'aspetto dei fianchi del cupolino rispetto a come li avevo pensati: non farò più la parte bianca per adesso... Non si sa mai un giorno mi venisse in mente di riprendere il lavoro di colorazione. Nelle foto qui sotto il risultato quasi finale, nei prossimi giorni inserirò le altre foto con tutti gli adesivi che devo ancora decidere bene come risolvere.

       

Aggiornameto 24/8/2017:

Dopo un anno dal lavoro fatto, vale la pena fare qualche considerazione sulla effettiva resa nel tempo del plastidip. A questo link i dettagli dopo un anno esatto dalla colorazione.


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