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Ho potuto provare un paio di bici prima di spendere una certa cifra per una tutta mia, e questa è una di quelle… una Giant Trance X2. Basta guardarla in foto e pensare che la prima cifra spesa per questo giocattolo inizia con il 2, quindi si capisce bene di che qualità e impostazione si parla.

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Era la prima volta che montavo su una bici del genere, quando ancora pensavo che freni a disco idraulici fossero una esagerazione su una bici, per non parlare delle sospensioni poi… pensavo a tutta una specie di moda per vendere a cifre impesabili. Mi sono ampiamente ricreduto! La qualità c’è e si sente tutta, certo che comunque se ci si va più o meno a passeggio e qualche accenno di fuoristrada è un vero spreco. Appena ci sono montato sopra e fatte le prime pedalate, la sensazione che trasmette e molto simile a quella di una moto da enduro, se ci si mette in piedi e si pompa sulle sospensioni sembra di non sentire mai il fondo corsa. Per non parlare dei freni poi, spaventosamente potenti, magari poter avere tutta quella potenza su una moto! Ci si può fidare in qualsiasi situazione sia che sia ad alta velocità che in tratti da simil trial.

    

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Prima di testare questa bici avevo gia provato un ottima treck con le sospensioni solo sulla forcella, e i limiti di una front li ho sentiti subito… a passeggio e qualcosa in più ci si va con una front, ma quando si prova una full di questa portata si apre tutto un mondo! Si va a cercare il dettaglio nella configurazione delle sospensioni per il tipo di tracciato da fare, ci si attrezza di gps per trovare le strade migliori da affrontare… l’ unico problema è non avere un motore sotto ma le sole gambe a far tutta la fatica. Ma anche nella situazione più faticosa riesce a trasmettere la sua buona qualità e peso contenuto. Sulla sospensione posteriore c’è la pratica levetta per l’irrigidimento cosi come sulle forcelle, che permette di sprecare meno energia possibile sulle molle ottimizzando la pedalata quando serve.

    

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Lanciata in discesa o nei salti va che è un piacere, le ruote seguono il terreno e concedono tanto, perdonando anche qualche errore di guida. La sospensione dietro è poi progettata per lavorare su una sorta di trapezio, non ha un fulcro su cui lavora a compasso, ma segue più un movimento quasi verticale per tutti i suoi 127mm di escursione. Purtroppo la mia non ampia esperienza su questi dettagli tecnici non mi permette di affermare che questo tipo di sospensione sia migliore rispetto ad una che lavora sul classico fulcro fisso e un semplice ma efficiente ammortizzatore.

    

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Forse portandola in situazioni più estreme dovrebbe farsi sentire la differenza, ma per adesso rispetto alla rockrider 9.1 che uso, non posso dire che ci sia un cosi ampio divario… la vera differenza che ho sentito è sulla levetta di regolazione rapida in corsa che la 9.1 non ha ed è regolabile solo tramite la pompetta, decisamente scomodo variare l’impostazione in corsa. C’è da dire che anche la 9.1 usa un suo meccanismo di fissaggio di tutta la sospensione posteriore che fa si che non ci sia un fulcro fisso, ma allo stesso modo una sorta di pantografo che cerca di sprecare il meno possibile l’energia delle pedalate quando serve, ma allo stesso tempo affonda quando serve. Qui sotto vedete la giant a sinistra e la rockrider a destra.

    

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Insomma, per la mia esperienza proveniente da enduro motorizzato, non sono stato impressionato particolarmente da tutto il meccanismo posteriore che non saprei dire quanto fa o non fa la differenza, ma più dai freni, dalla generosità delle sospensioni davanti e dietro che sembrano non arrivare mai a fondo corsa, dal cambio sempre rapido e preciso, ogni scatto una marcia, e dalla sensazione che trasmette molto simile a quella di una moto da enduro.

    

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Altre informazioni le potete trovare qui dove c'è la prova della rockrider 9.1 confrontata spesso con questa Giant.

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